In occasione della Giornata del 25 Novembre il nostro istituto organizza o presenzia ad iniziative volte al contrasto alla discriminazione di genere e alla sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne.  Spesso i nostri studenti e le nostre studentesse sono in prima linea a manifestare, a portare idee nuove sul territorio, a volte grazie allo stimolo di progettualità docente, a volte autonomamente. Quest’anno (come anche un paio di anni fa) il tema è all’ordine del giorno della prossima Assemblea di Istituto del 26 Novembre, mentre il 25 una delegazione di partecipanti al Premio Lopez-Colasanti -istituito dalla Regione Lazio per sensibilizzare alla memoria e alla coscienza sul fenomeno dei femminicidi- si recherà al Teatro Argentina per la premiazione dei migliori lavori presentati. Non abbiamo organizzato quest’anno una delegazione alla celebrazione collettiva che il Comune di Pomezia terrà sul luogo dedicato (Parco delle Rimembranze), ma segnaliamo che questa avrà luogo alle ore 10:00 del 25 Novembre.

Quest’anno  la proposta di  riflessione che mi piacerebbe fosse colta da tutte e tutti noi la stralcio dalla Prefazione alle Linee Guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo del MIUR del 2018, scritta da Valeria Fedeli, non vincolante, ma tuttora in vigore: “Perché, oggi, si è ritenuto necessario predisporre questo strumento e incoraggiarne l’utilizzo? [...] L’uso corretto del genere grammaticale e le altre indicazioni fornite dalle Linee guida su come dare conto del maschile e del femminile nei testi amministrativi del MIUR è infatti un modo molto concreto per rafforzare l’uguaglianza di genere e favorire il rispetto delle differenze nell’ambito del sistema istruzione. Nel 1987 fu pubblicato il pionieristico lavoro di Alma Sabatini Il sessismo nella lingua italiana, patrocinato dall’allora Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, e sono ormai molti anni che la professoressa Cecilia Robustelli, coordinatrice del Gruppo di lavoro del MIUR [... ]ha avviato il suo ampio e approfondito lavoro sull’uso del genere nel linguaggio amministrativo. Negli ultimi anni, inoltre, l'Accademia della Crusca ha instancabilmente sottolineato come un uso non sessista e non discriminatorio dell’italiano sia possibile senza forzature, ma semplicemente facendo attenzione a ciò che si dice e si scrive, e utilizzando il genere grammaticale secondo le normali regole della nostra lingua. D’altro canto, sono ancora piuttosto forti le resistenze del discorso pubblico e di molti media nei confronti dell'uso dei femminili [...]. La stessa resistenza, sia pure per ragioni e con modalità diverse, si evidenzia anche nel linguaggio della pubblica amministrazione, soprattutto attraverso l’uso del maschile quando la parola in questione è riferita a una donna o indica persone di entrambi i sessi. Superare queste resistenze e favorire un uso corretto del genere, tuttavia, è molto importante, perché è innanzitutto attraverso il linguaggio che noi esseri umani rappresentiamo la realtà in cui viviamo, e attraverso tale rappresentazione contribuiamo a consolidarla così com’è o, al contrario, a modificarla. In altre parole, il linguaggio è il mezzo con cui possiamo sia confermare gli stereotipi basati sul sesso, sia metterli in discussione” .

La Referente Pari Opportunità Prof.ssa Angela Andolfi